Also available in:

 Morte apparente

L’Africa del formidabile detective Kubu non è un luogo comune.

 

“Da un punto imprecisato della laguna provenne una serie di grugniti di ippopotami. Seguì uno schianto fragoroso, e un albero cadde per essere più a portata di proboscide. Il bush di notte era un tripudio di rumori. ‘Lui è molto intelligente. Non sarà facile batterlo’, disse McGlashan. Kubu preparò una polpetta di pappa con le dita, intingendola nella salsa di pomodoro. ‘Vede, Signorina, ogni criminale crede di essere più in gamba della polizia e non considera mai la possibilità di essere preso. Peggio ancora, crede di essere più furbo degli altri criminali. Così, sfida contemporaneamente la polizia e i suoi colleghi. Ed è sempre lì che ci sono io.’”

 

Il Jackalberry Camp è una lingua di terra tra paludi popolate di coccodrilli e uccelli rari, un paradiso per i turisti che vogliono immergersi nel la grandiosa natura africana. Ma quando due ospiti vengono trovati morti, barbaramente uccisi, e un terzo scompare senza lasciare tracce, è al viceispettore capo della polizia del Botswana David Bengu – detto Kubu (ippopotamo) per la sua mole – che spetta il compito di trovare una soluzione all’enigma: prima che altri ospiti facciano la stessa fine. Siamo al confine con Zimbabwe, Zambia e Namibia, dove il traffico di armi, droga, pietre preziose si intreccia alla storia insanguinata dell’ex Rhodesia, tra seguaci e oppositori prima di Ian Smith e del razzismo bianco, e poi del regime corrotto e feroce di Mugabe. Sono molti i possibili moventi del delitto, molti i sospettati, e tutti, al Jackalberry Camp, hanno qualcosa da nascondere.

Rizzoli
ISBN 17041805